22 - Giovanni Migliara (Alessandria 1785 - Milano 1837) Capriccio architettonico, 1818

22 - Giovanni Migliara (Alessandria 1785 - Milano 1837)  Capriccio architettonico, 1818

Litografia
misure lastra mm 199 × 148, foglio mm 293 × 242

Dopo la formazione all’ombra del vedutismo capriccioso tipicamente veneto Migliara si trasferisce a Milano per frequentare l’Accademia di Brera e lo studio dello scenografo Gaspare Galliari. Lo stretto legame con l’ambiente letterario del primo romanticismo milanese lo mette in contatto con le ultimissime tendenze romantiche europee, fatto che fa del Migliara una figura di artista all’avanguardia attento al mondo culturale che lo circonda.
L’opera in esame costituisce un documento unico nella produzione del pittore, dato che a tutt’oggi le fonti bibliografiche parlano di un avvicinamento da parte del Migliara alla pratica della litografia intorno al terzo e quarto decennio dell’800, mentre il foglio qui presentato reca la data autografa 1818. Questo pone l’artista alessandrino fra i pionieri della litografia, una tecnica i cui primi esperimenti in Europa – i cosiddetti “incunaboli litografici” – sono da datare entro il 1820. A confermare la veridicità della data è la coerenza con il soggetto rappresentato: un “capriccio architettonico” tema principe della produzione artistica del Settecento, i cui migliori modelli troviamo nella produzione di A. Canaletto, B. Bellotto e G. B. Piranesi, modelli che Migliara proprio in quegli anni andava studiando per prenderne ispirazione. Attraverso la commistione tra elementi architettonici di fantasia e reali, l’autore, mettendo a frutto i suoi lunghi studi scenografici, costruisce con estrema abilità e squisito gusto una piacevole composizione sospesa fra realtà e fantasia. In primo piano si vede un’antica porta di gusto rinascimentale a cui è appoggiata una figura in piedi con un bastone (tale figura si ritrova con minime variazioni anche nella litografia “Ingresso di convento con frate seduto” databile al 1827); sullo sfondo l’abside di una chiesa che ricorda la basilica di Sant’Eustorgio a Milano. L’esemplare presenta tracce di matita che racchiudono il disegno e che vanno a riempire alcune mancanze risultate in fase di stampa, tale “imperfezione” è la testimonianza del clima di sperimentazione in cui versava agli esordi la tecnica litografica. Data la presenza della firma autografa apposta con la medesima grafite è possibile avanzare l’ipotesi che anche i ritocchi siano autografi. Nel margine inferiore a matita “G.Migliara f.e 1818”, più sotto “litografia Dono dell’autore” (scritta autografa ?). Al recto a matita “Dell’a…”(le restanti lettere non decifrabili, anche qui rimane l’incognita dell’autografia). Il foglio è inedito, non citato in nessuno studio sull’opera grafica dell’autore, si tratta di una prova estemporanea di cui non è stata eseguita una tiratura. Impressione eccellente su carta vergellata antica, ampi margini. Ottimo stato di conservazione.
Filigrana: lettere “ I C “

Bibliografia: opera inedita. Testi consultati: A. Beraldi “Les Graveures du XIX siècle. Guide de l’amateur d’estampes modernes, Parigi, 1885; A. Mensi, “ Giovanni Migliara (1785 – 1837), Bergamo – Alessandria, 1937; A. Calabi, “Saggio sulla litografia/La prima produzione italiana in rapporto a quella degli altri paesi sino al 1840”, Milano 1958.; B. di Vesme, “Schede Vesme”, Volume secondo, D – M, Torino, 1966; AA.VV. “L’opera grafica di Giovanni Migliara in Alessandria” Alessandria,1977; AA.VV. “Mostra della grafica di Giovanni Migliara”, catalogo della mostra, Torino, 1979; Galleria A. Bonafous- Murat “L’art de la lithographie”, catalogo della mostra, Parigi, 2008.

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