Acquaforte e acquatinta originale
Misure mm 210 × 397
Scultore e abile incisore la cui produzione resta ad oggi poco indagata. Si forma a Brera con Ambrogio Borghi, il clima della Milano scapigliata influisce sul suo fare avvicinandolo a scultori come Giuseppe Grandi e pittori come Daniele Ranzoni ed Tranquillo Cremona. Ci restano numerosi interventi sulle facciate di edifici milanesi, qualche grande monumento pubblico e una produzione destinata al collezionismo privato. L’incisione ha carattere sperimentale, sulla scia delle ricerche condotte da Grandi e Conconi, tanto che è difficile oggi trovare due esemplari uguali e definire con certezza gli stati di lavorazione delle lastre. L’autore ha utilizzato anche “l’acquaforte monotipata”. Si propongono due impressioni della stessa lastra interessanti per l’unicità delle prove in quanto testimoni della ricerca degli effetti chiaroscurali. Entrambe comunque differenti e prima dello stato finale (?) – documentato presso la Raccolta Bertarelli e la Collezione Davoli – in cui si notano interventi a brunitoio e aggiunta ad acquaforte. Un esemplare è fortemente inchiostrato e stampato su carta pesante con ampi margini, l’altro esemplare è una prova di lavoro precoce, stampata fronte e retro con inchiostri differenti, priva di molti segni all’acquaforte e rifilata all’interno della battuta. Qualche leggera traccia di foxing e una piega centrale nel solo secondo foglio. Nel primo foglio si nota una doppia battuta a secco esterna al soggetto inciso con una probabile finalità esclusivamente estetica, si è riscontrato tale uso su altri fogli milanesi dell’epoca. Entrambe le prove sono firmate in lastra in basso al centro.
Bibliografia: Marica Magni, “Ernesto Bazzaro, uno scultore tra committenza pubblica e privata”, 1986; Mezzetti, n 33.
Richiesta: 1000,00 euro delle due
