Leonardo Bistolfi (Casale Monferrato 1859 – La Loggia 1933) Paesaggio

Leonardo Bistolfi  (Casale Monferrato 1859 – La Loggia 1933)   Paesaggio

Olio su tavoletta

Misure cm 23 × 33
Misure cornice cm 46 × 55

Leonardo Bistolfi è una delle personalità artistiche italiane più importanti a cavallo tra il XIX e XX secolo. Oltre ad operare nell’ambito della scultura, campo in cui eccelleva, si dedicò anche alla pittura di paesaggio. Egli considerava il dipingere come qualcosa che lo rendeva libero dai “patimenti creativi” dello scolpire.
E’ di fatto un Bistolfi differente quello che si può ammirare nelle diverse tavolette da lui eseguite. Vi è in alcuni casi la commistione tra un uso molto istintivo e dunque non scientifico della tecnica divisionista e l’utilizzo di impasti di colore carichi di “tensione”. Quest’ultima tecnica appresa guardando al lavoro di Antonio Fontanesi e a quello dell’amico Lorenzo Delleani, con il quale andava a dipingere spesso all’aperto.

Il dipinto è firmato e dedicato in basso a destra “A Rita Muggiani Vercelli / l’amico LBistolfi.”. Margherita Vercelli coniugata Muggiani era una delle figlie di Attilio Vercelli (Milano 1864 – 1950), noto mecenate milanese a cavallo tra il XIX e XX secolo. Egli riunì attorno a sé i più importanti artisti milanesi della sua epoca che frequentò e con cui scambiò un fitto carteggio. Vittore Grubicy de Dragon, Arturo Toscanini (ben nota è l’amicizia tra lo scultore e il grande musicista), Leonardo Bistolfi, Mario de Maria, Arrigo Minerbi, Adolfo Wildt.

Al retro si trova un interessante cartiglio compilato a penna da Vittore Grubicy De Dragon: “Gennaio del 920 / Cara Rita / Ti contenta la toilette che ho fatto al bel quadretto che ti ha donato il nostro caro Bistolfi? Se tu volessi proprio la corniciatura di gran lusso = di = moda dello Zaccari aspetta quando papà avrà ricevuto incorniciato a nuovo il suo duplice Marius Pictor allora vedrai e deciderai. Intanto accetta questo in dono dal nonno Grubicione”
Vittore Grubicy De Dragon (Milano 1851 – 1920) fu pittore e incisore. Inizialmente si dedicò all’attività di mercante e critico d’arte diventando uno dei più importanti promotori del Divisionismo in Italia e in Europa.
Lo scritto è una importante testimonianza dell’amicizia che legava i due artisti.

L’opera non è mai stata esposta e risulta tutt’oggi inedita, poiché fino ad oggi conservata dagli eredi del collezionista.

Bibliografia:
Berresford Sandra, Bossaglia Rossana (a cura di), “Bistolfi 1859-1933. Il percorso di uno scultore simbolista”, catalogo della mostra, Piemme, Casale Monferrato, 1984;
Quinsac Annie-Paule (a cura di), “Vittore Grubicy e l’Europa. Alle radici del divisionismo”, catalogo della mostra, Skira, Milano, 2005.

Richiesta € 8500,00