Bulino
Misure alla battuta mm 494 × 338
Pittore e prolifico incisore allievo di Traballesi, Albertolli e Vanglisti nonché sodale di A. Appiani, è dal 1798 professore di incisione presso l’Accademia di Brera a Milano pare proprio in virtù del successo ottenuto con la presente incisione.
Il soggetto è stato inciso su commissione del pittore Jean Antoine Gros (1771 – 1835) autore del dipinto da cui deriva (oggi conservato presso il Museo del Castello di Versailles). L’incisone ebbe probabilmente all’epoca un valore propagandistico, ed è tutt’oggi giustamente nota. Secondo il Beretta ne esisterebbero due stati uno avanti lettera, l’altro (come il presente) con le scritte. Questo esemplare è da ritenersi particolarmente interessante poiché riporta al centro nel margine inferiore il timbro “Bibliotheque de San Donato” (Lught 2261b) il che dimostra essere appartenuta alla favolosa collezione d’arte del Principe russo Anatole Demidoff (1812 – 1870), Principe di San Donato presso Firenze, Gentiluomo di Camera dell’ Imperatore di Russia e consorte della nipote di Napoleone Matilde Bonaparte. Impressione eccellente, ampi margini. Ottimo stato di conservazione eccetto leggero omogeneo ingiallimento visibile per lo più al verso, due minime abrasioni in corrispondenza del timbro.
Bibliografia: Beretta, “Della vita, delle opere ed opinioni del Cavaliere Giuseppe Longhi”, Milano 1837, p 183; AaVv, “Due secoli di incisione”, accademia di Brera, 1996.
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