Medardo Rosso (Torino 1858 – Milano 1928) Nudo di donna sdraiato visto di schiena

Medardo Rosso  (Torino 1858 – Milano 1928)  Nudo di donna sdraiato visto di schiena

Disegno a matita grassa nera e grafite con intervento di sostanza oleosa su carta vergellata antica. 

Misure mm 212 × 263

Medardo Rosso nasce a Torino, al seguito della famiglia si trasferisce a Milano e nel 1882 si iscrive all’accademia di Brera dalla quale verrà espulso l’anno successivo per ragioni disciplinari. A Milano entra in contatto con l’ambiente della Scapigliatura ed in particolare fa conoscenza con Giuseppe Grandi nelle cui opere inizia a scorgere quella intenzione di catturare “un attimo della vita del modello” fulcro delle sue successive ricerche. Nel 1889 si trasferisce a Parigi dove resterà per molti anni intessendo rapporti più o meno profondi con le maggiori personalità artistiche del tempo, tra cui Degas, Zola, Rodin, ed entrando a pieno diritto nel mondo degli impressionisti. Vivace è anche l’attività espositiva in giro per l’Europa (Londra con i Preraffaelliti, Esposizione Universale di Parigi, Berlino, Lipsia e alla Secessione Viennese) che gli vale dei premi e gli procura proficui contatti con collezionisti. Nel 1900 conoscerà l’artista Etha Fles che sarà l’anima della carriera di Rosso. Parallela all’attività di scultore è anche quella di fotografo. Occupazione in parte nata dal fatto che per Rosso la sua scultura non era fatta per essere vista a 360 gradi ma andava fruita da angolazioni ben precise che era l’autore stesso a decidere. La ricerca fotografica è un altro sistema per giungere alla “dissoluzione della materia” che già aveva ottenuto in scultura. L’attività scultorea di Rosso si protrae fino al 1906, ultima creazione è “Ecce puer”, uno dei suoi capolavori. Da quel momento in poi continuerà a dedicarsi alla fotografia e al disegno, tecniche che considerava naturale evoluzione della sua ricerca scultorea. Rosso sapeva bene che qualsiasi tentativo di creare una nuova opera scultorea sarebbe equivalso a ripetere qualcosa di già fatto. Già nel 1904 con Cézanne al Salon D’automne aveva esposto fotografie delle sue sculture. Nel 1914, allo scoppio della I Guerra Mondiale, rientra in Italia e viene invitato alla IX Biennale di Venezia, espone poi alla Permanente nel 1926 per la prima mostra di Novecento. Nel 1928 a causa di un infezione causata da un incidente con lastre fotografiche muore a Milano.
Il disegno rappresenta un nudo di donna visto di schiena. Con ogni probabilità un’impressione dal vivo. L’opera è realizzata con segni veloci, quasi violenti. In un primo momento Rosso utilizza la matita grassa, quasi a voler far uscire la figura dalle tenebre. Dopodiché grazie all’ausilio della grafite, attenua alcuni chiaroscuri, creando dei curiosi giochi di luce quasi a simulare l’effetto di una biacca. La macchia di luce, il bianco della pelle e delle lenzuola che contrasta con il nero dell’ambiente, il buio circostante, è perfettamente reso.   Significativi gli interventi a macchia dell’autore nella zona inferiore destra del foglio che fanno pensare immediatamente alle sue fotografie. Sulle fotografie Rosso spesso interveniva personalmente apportando tagli, strappi, pieghe o macchie al fine di creare una sorta di collegamento diretto tra le opere e l’attimo di vita in cui venivano create. Questo modo di procedere è meno evidente nelle sculture ma lo si ritrova, spesso infatti nelle fusioni o nelle cere certamente modellate da Rosso si riscontrano buchi, impurità della materia o sulla superficie, interventi cromatici diretti o anomalie nella finitura, che costituiscono quasi la sua “firma”.
L’opera proviene dalla collezione di Angelo Sommaruga (al verso il timbro “Collection Sommaruga” e il numero di inventario “Rosso 34”), amico di Rosso e coraggioso editore legato agli ambienti della Scapigliatura. Sommaruga a un certo punto della sua vita intraprese anche la carriera di mercante d’arte. (sulla figura di Angelo Sommaruga editore e mercante si veda il recente catalogo edito dalla Biblioteca di Via Senato “La Scapigliatura e Angelo Sommaruga. Dalla Bohème milanese alla Roma bizantina). Eccellente stato di conservazione. Piccola mancanza lungo il margine destro che potrebbe, ipotizza la Prof Paola Mola, essere un intervento dell’autore stesso. Firma a matita nera grassa a monogramma in basso a sinistra: “MR”.
L’opera è accompagnata da un autentica su fotografia della dott.ssa Paola Mola in data 17/12/2011

Bibl: P. Mola “Rosso. Opere scelte”, Skira, Milano, 2011; P. Mola, F. Vittucci “Medardo Rosso. Catalogo ragionato della scultura”. Skira, Milano, 2009; P. Mola “Rosso. Trasferimenti”. Skira, Milano, 2006; AAVV “Mostra di Medardo Rosso”. Palazzo della Permanente. Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente, Milano, 1979.

Venduto al Ministero per i Beni e le Attività Culturali e destinato alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma