Disegni

Giuseppe Bossi (Busto Arsizio 1777 – Milano 1815) Madre con bambino

Giuseppe Bossi  (Busto Arsizio 1777 – Milano 1815)  Madre con bambino

penna e acquerello
misure mm 124 × 168

Pittore, disegnatore, bibliofilo, letterato, collezionista, poeta, critico e storico dell’arte. A soli quindici anni è accolto nell’Accademia dell’Arcadia per i suoi componimenti poetici. Successivamente segue a Brera i corsi di Traballesi, Knoller e Appiani. Nel 1795 è a Roma dove stringe amicizia con Felice Giani , Angelika Kauffmann e soprattutto con Antonio Canova, di cui diventa amico fraterno.
Nel 1801,a soli ventiquattro anni , è nominato Segretario dell’Accademia di Brera.

Faustino Trebbi (Budrio 1761 – Bologna 1836) Studio architettonico

Faustino Trebbi  (Budrio 1761 – Bologna 1836)  Studio architettonico

Penna, inchiostro e acquerello
misure 207 × 146

Pittore e architetto. Si cimentò spesso anche nel campo della pittura ornamentale. Deve soprattutto la sua fama all’attività di Quadraturista. Tale tecnica pittorica illusionistica, che permetteva di creare affreschi ricchi di effetti prospettici arditi e ingannevoli all’occhio, ebbe origine in quel di Bologna a partire dal XVII secolo.
Trebbi operò anche per la sua città natale, Budrio.

Giuseppe Bramati (Vaprio 1795 – Milano 1871) Arco della Pace, 1838

Giuseppe Bramati  (Vaprio 1795 – Milano 1871)  Arco della Pace, 1838

Disegno a matita e penna rossa
Misure soggetto mm 263 × 365

Giuseppe Bramati, allievo a Brera, fu il più attivo e prolifico dei fratelli Bramati (Antonio e Luigi). Unici e interessanti documenti storici questi due disegni preparatori a matita e penna rossa, sono poi stati ripassati a secco per il trasporto sulla lastra. Da questi disegni sono state tratte le rispettive incisioni firmate Bramati dis. E inc. I due fogli presentano l’architettura ideata dall’architetto Luigi Cagnola intorno al 1807 sotto Napoleone ma terminata solo nel 1838 sotto l’Imperatore d’Austria.

Giuseppe Bramati (Vaprio 1795 – Milano 1871) Arco della Pace, 1838

Giuseppe Bramati  (Vaprio 1795 – Milano 1871)  Arco della Pace, 1838

Disegno a matita e penna rossa
Misure soggetto mm 263 × 365

Giuseppe Bramati, allievo a Brera, fu il più attivo e prolifico dei fratelli Bramati (Antonio e Luigi). Unici e interessanti documenti storici questi due disegni preparatori a matita e penna rossa, sono poi stati ripassati a secco per il trasporto sulla lastra. Da questi disegni sono state tratte le rispettive incisioni firmate Bramati dis. E inc. I due fogli presentano l’architettura ideata dall’architetto Luigi Cagnola intorno al 1807 sotto Napoleone ma terminata solo nel 1838 sotto l’Imperatore d’Austria.

Bernardino Bison (Palmanova 1762 – Milano 1844) Gruppo di pescatori su uno scoglio

Bernardino Bison (Palmanova 1762 – Milano 1844) Gruppo di pescatori su uno scoglio

Grafite su carta color avorio
Misure foglio 250 × 230

Pittore e scenografo, dopo la prima formazione a Brescia si trasferisce con la famiglia a Venezia dove è allievo di Anton Maria Zanetti il Giovane, dove frequenta l’Accademia e dove assimila la lezione della gloriosa pittura contemporanea veneziana (Marieschi, Guarana, Guardi e Longhi). Molto attivo in tutto il veneto come scenografo, come pittore di vedute e di paesaggi e come frescante.

Placido Fabris (Pieve d'Alpago 1802 - Venezia 1859) Fetonte sale sul carro di Apollo/Febo e Dafne

Placido Fabris (Pieve d'Alpago 1802 - Venezia 1859)  Fetonte sale sul carro di Apollo/Febo e Dafne

disegno a penna
Misure foglio 180 × 225

Pittore precoce si forma con T. Matteini e M. Grigoletti all’Accademia di Venezia. Il ritratto fu il soggetto che più gli fu congeniale, ebbe larga fama in patria e fin tanto da ottenere una commessa dallo Zar Nicola I. Artista dal linguaggio internazionale fra neoclassicismo e romanticismo inglese, restauratore, instancabile viaggiatore (Venezia, Trieste, Milano, Londra) e irrequieto artista.

Giuseppe Cammarano (Sciacca 1766 – Napoli 1850) Studio per un Aiace

Giuseppe Cammarano (Sciacca 1766 – Napoli 1850)  Studio per un Aiace

Disegno a penna su carta vergellata
Misure foglio mm 200/205 × 140

Giuseppe Cammarano è un artista poliedrico poeta, attore e scenografo per il Teatro San Carlo di Napoli, si è formato a Napoli sotto Fedele Fischetti. Protagonista di una rapida e brillante carriera, lavora come frescante (palazzo reale di Napoli e reggia di Caserta) e ritrattista per la famiglia reale dei Borbone dai quali, grazie all’incoraggiamento di J. P.

Primo Conti (Firenze 1900 – Fiesole 1988) Scomposizione dinamica di una figura

Primo Conti (Firenze 1900 – Fiesole 1988)  Scomposizione dinamica di una figura

disegno a matita
Misure foglio 200 × 110

Pittore ed artista poliedrico, compositore, poeta, scrittore e scenografo. Precoce seguace del movimento futurista di cui visita la Prima esposizione a Firenze nel 1913 organizzata da “Lacerba” e fondatore nel 1917 del Gruppo Futurista Fiorentino. Dotato di vivacità intellettuale rapidamente conosce i maggiori esponenti delle avanguardie storiche internazionali. Espone con il gruppo Novecento e dal 1941 è titolare della cattedra di Pittura presso l’Accademia di Belle Arti a Firenze.

Baldassarre Calamai (Firenze 1797 – ivi 1851) La follia di Aiace

Baldassarre Calamai   (Firenze 1797 – ivi 1851)    La follia di Aiace

Penna e china color seppia e acquerello grigio
Misure mm 230 × 296

Pittore molto lodato in vita, si forma all’Accademia di Firenze sotto la guida di Pietro Benvenuti. Nel 1824 vince il pensionato a Roma. Da quel momento in poi il suo gusto si allontana progressivamente dal linguaggio neoclassico, sia per stile che per tematiche, avvicinandosi maggiormente ai soggetti medievali e storici. Calamai risulta essere autore molto raro.

Marco Marchetti detto Marco da Faenza (Faenza 1528 ca – ivi 1588) Studio per la figura di un Vescovo

Marco Marchetti detto Marco da Faenza  (Faenza 1528 ca – ivi 1588)  Studio per la figura di un Vescovo

Penna e acquerello color seppia

Misure mm 139 × 119

Pittore e frescante specializzato in grottesche. Non si hanno notizie sulla sua formazione iniziale che con molta probabilità avviene nella città di nascita. Alcune fonti riferiscono della sua presenza a Roma già nella seconda metà degli anni ’40 a seguito del faentino Giacomo Bertucci, maestro di Taddeo Zuccari. Certamente Marco lavora nella capitale nel 1553 alle dipendenze del Cardinale Giovanni Ricci, per il quale realizza un fregio con le “Storie di Ulisse”.

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