Disegni
Inviato da teocrespi il novembre 30, 2011 - 13:55
China color seppia
misure mm 195 × 273 e mm 194 × 277
Pittore, disegnatore, fotografo ed incisore, si forma all’Accademia di Napoli sotto la guida di Filippo Palizzi e Domenico Morelli. Nel 1874 incontra il pittore spagnolo Fortuny, rimanendone notevolmente influenzato. Nonostante ciò il suo carattere forte e indipendente lo allontanerà dai dettami esterni dando vita ad uno stile assolutamente originale. I suoi soggetti sono principalmente estrapolati dal contesto rurale abruzzese, da cui l’artista trae grande ispirazione.
Inviato da teocrespi il ottobre 8, 2011 - 16:13
Volto di donna
Matita e carboncino
misure soggetto mm 140 × 123, foglio mm 215 × 144
Figlio di un antiquario frequenta l’Accademia di Brera. Attivo prima come illustratore e cartellonista si avvicina poi al gruppo “Novecento” animato da Margherita Sarfatti, ne è uno dei fondatori. Dimostra così la capacità di sapersi aggiornare rispetto alla sua prima produzione di gusto scapigliato. Con il gruppo “Novecento” espone alla Galleria Pesaro dal 1923. E’ solo a causa della sua prematura scomparsa che oggi l’artista è poco noto al grande pubblico.
Inviato da teocrespi il settembre 29, 2010 - 14:44
Carboncino e matita su carta
Misure mm 279 × 427
Gaetano Previati nasce a Ferrara dove intraprende gli studi artistici presso la Scuola delle Belle Arti. Verso il 1878 si trasferisce a Milano dove frequenta l’Accademia di Brera sotto la guida di Giuseppe Bertini. Nel capoluogo lombardo ha l’opportunità di entrare in contatto con il clima artistico tardo-scapigliato, che influenzerà la sua cifra pittorica. Successivamente i suoi studi lo portano a contatto con i problemi tecnici legati al divisionismo, di cui Previati diventa grande interprete oltre che teorico.
Inviato da teocrespi il maggio 25, 2010 - 23:32
disegno a penna e acquerello
misure imm. mm 158 × 235, foglio mm 237 × 338
Pittore, disegnatore e illustratore, specializzato nelle scene di paesaggio animato, subisce l’influsso stilistico di H. Robert. Ha lavorato a Parigi per la regina Maria Antonietta e viaggiato a lungo in Francia e Svizzera poi con Vivant-Denon e Chatelet nel sud Italia, a Roma e Firenze collaborando ampiamente al Voyage. Repubblicano convinto, finisce ghigliottinato nel 1794. Il disegno è servito come modello per l’incisione di De Ghent pubblicata nel Voyage Pittoresque ou description des Royaumes de Naples et de Sicilie dell’Abate di Saint-Non, grandiosa raccolta di 5 volumi e 291 tavole pubblicata a Parigi da Clousier fra il 1761 e il 1786. Con Chatelet hanno collaborato H. Fragonard, H. Robert, Auvry, S. Aubry, Desprez, Paris. L’autore attento al taglio prospettico delle sue composizioni e grazie ad un gioco di chiaroscuro fra le ombre dense della vegetazione e i bianchi compatti delle architetture disegna profonde vedute, eleganti e poetiche, in cui lo sguardo si perde e le figure si nascondono. Nel margine inferiore titolo a penna. Foglio controfondato in antico, altrimenti ottimo stato di conservazione.
Inviato da teocrespi il marzo 9, 2010 - 23:24
China su carta, 296 × 392 cm
L’opera appartiene a un ciclo di disegni realizzati tra il 1919 e il 1925 a penna e ad inchiostro di china su carta, l’opera è verosimilmente databile al 1921, anno in cui Antonio Ballero realizza anche il ritratto intitolato Un pastore di Orgòsolo, pubblicato con altri dodici disegni nel IX numero della rivista illustrata “La cultura moderna”. Il soggetto è in relazione con il dipinto La via dell’Ortobene realizzato nel 1927 di cui questo disegno è certamente una prima idea. Di formazione autodidatta, dopo una prima adesione allo spirito di un socialismo umanitario, molto diffuso tra gli intellettuali dell’epoca, intorno ai primi anni del Novecento la sua pittura si apre alla poetica divisionista, anche grazie al contatto col maestro Giuseppe Pellizza da Volpedo con cui mantiene un interessante e amichevole scambio epistolare. Nel primo decennio del secolo l’attenzione dell’artista si volge alle tipologie umane, tese ormai a catturare situazioni di vita reale e consuetudini sociali. Ma è intorno agli anni Venti che «i valori autentici di un’epica popolare prevalgono sulle tentazioni decorative» e, al di là della produzione pittorica, piuttosto attardata rispetto alle novità emerse nello stesso periodo in campo nazionale e internazionale, è nella grafica – riservata principalmente al genere del ritratto – che l’artista raggiunge gli esiti migliori, soprattutto attraverso la tecnica del “ghirigoro” che per l’originalità d’esecuzione non trova riscontri nel panorama italiano coevo (cfr. M. G. Scano Naitza, Nuoro 2004). L’elegante groviglio di segni, orientati a fissare i volumi più che a definire la minuziosità dei dettagli, frantuma i contorni e costruisce, attraverso una fitta trama di linee e delicate mediazioni tonali, figure plastiche dall’aspetto evanescente. Il disegno proviene dalla vendita dell’eredità del critico d’arte milanese Guido Marangoni che probabilmente lo ottenne in dono dallo stesso artista, come sembra emergere da una corrispondenza datata al gennaio del 1923 (cfr. S. Naitza, M. G. Scano, Nuoro 1986). Foglio incollato su cartone. Tracce di polvere sulla carta.
Inviato da teocrespi il gennaio 8, 2009 - 23:47
Sanguigna
misure mm 240 × 200
Controprova di un probabile disegno di Boucher di cui non si conosce l’ubicazione. L’opera è nota attraverso un’incisione di Pierre Alexandre Aveline (Parigi 1702 – 1760) appartenente ad una serie di sei soggetti raffiguranti gruppi di bimbi. Due vecchie pieghe orizzontali nel foglio, tracce di colla al verso.
Bibliografia: Jean – Richard Pierette “L’oeuvre gravé de Francois Bucher”, Parigi, 1978, n 239.
Richiesta: non disponibile
Inviato da teocrespi il gennaio 8, 2009 - 23:29
Sanguigna su carta bruna
misure mm 275 × 225
Allievo di Ercole Procaccini il giovane, studia da autodidatta l’opera di Daniele Crespi che lo influenzerà lungo tutta la carriera. Pittore e frescante attivo a Vimercate (palazzo Trotti), a Milano e in provincia. Ha spesso lavorato per la famiglia Borromeo nel palazzo dell’Isola Bella e a Cesano Maderno.
Il disegno è uno studio per la mano destra e il braccio sinistro di una figura femminile che regge un drappo. Il foglio presenta due macchie di colore rosso e bruniture, i margini sono irregolari.
Inviato da teocrespi il ottobre 26, 2007 - 23:18
 Disegno a penna inchiostro bruno e acquerelli
Misure mm 250 x 170
Costumista attivo presso la Corte dei Savoia dove ottiene la carica di “reale disegnatore per le militari occorrenze” nel 1773, poi “disegnatore ordinario della Camera” nel 1778, dal 1769 costumista del Teatro Regio a fianco dei f.lli Galliari scenografi di Corte. La fantasia inventiva e la ricchezza dei costumi sono evidente esempio dello stile rococò, i modelli sono rappresentati in atteggiamenti vivi, in pose reali da palcoscenico mai come dei modelli statici. Interessanti indicazioni circa la realizzazione dei costumi sono riportate al verso del foglio. Un cospicuo repertorio di modelli è oggi conservato alla Biblioteca Reale di Torino (16 libretti) e a Londra in collezione Abegg. Al verso del foglio timbro di collezione non identificabile, indicazioni autografe circa il materiale da impiegare per la realizzazione del costume. Ottimo stato di conservazione eccetto qualche leggera piega nel foglio e mancanza all'angolo superiore sinistro.
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