Secolo XIX

Filippo Palizzi (Vasto 1818 – Napoli 1899) Gruppo di caprette presso uno stagno

Filippo Palizzi (Vasto 1818 – Napoli 1899) Gruppo di caprette presso uno stagno

Acquaforte
Misure lastra mm 140 x 242

Pittore ed incisore. Considerato il migliore, certo il più noto, dei quattro fratelli. Porta un’ondata di novità alla scuola napoletana dedicandosi alla rappresentazione degli animali oltre che al tradizionale interesse per il paesaggio.
Davoli commenta le sue lastre come meritevoli “di particolare ricordo perché delle più significative dell’incisone napoletana”. Opera incisa nel 1870, firmata e datata in lastra in basso a sinistra.

FRANCISCO GOYA Y LUCIENTES (Fuentedetodos 1764 – Bordeaux1828) Una reina del circo (Une reine du Cirque)

FRANCISCO GOYA Y LUCIENTES (Fuentedetodos 1764 – Bordeaux1828)  Una reina del circo (Une reine du Cirque)

Acquaforte e acquatinta
Misure mm 245 × 350

Tavola aggiuntiva dalla serie dei “Desparates” o “proverbi”, la serie più matura e oscura del maestro. Questa e altre tre tavole sono state ritrovate al verso di altrettante lastre già note in occasione di un intervento conservativo. Rifiutate dall’autore sono state stampate per la prima volta solo nel 1877 dallo stampatore parigino Francois Lienard. Sembra che ogni tavola sia da ricollegare ad un proverbio o a un modo di dire.

FRANCISCO GOYA Y LUCIENTES (Fuentedetodos 1764 – Bordeaux1828) Lluvia de toros (Pluie de Taureaux)

FRANCISCO GOYA Y LUCIENTES (Fuentedetodos 1764 – Bordeaux1828)  Lluvia de toros (Pluie de Taureaux)

Acquaforte, acquatinta, puntasecca
Misure mm 245 × 350

Tavola aggiuntiva dalla serie dei “Desparates” o “proverbi”, la serie più matura e oscura del maestro. Questa e altre tre tavole sono state ritrovate al verso di altrettante lastre già note in occasione di un intervento conservativo. Rifiutate dall’autore sono state stampate per la prima volta solo nel 1877 dallo stampatore parigino Francois Lienard. Sembra che ogni tavola sia da ricollegare ad un proverbio o a un modo di dire.

Carlo Arienti (Arcore 1801 – Bologna 1873) La figlia di Jefte

Carlo Arienti (Arcore 1801 – Bologna 1873)  La figlia di Jefte

Matita, china e tempera rosa su carta preparata
Misure mm 417 × 589

Arienti si forma all’Accademia di Brera sotto la guida di Camillo Pacetti e Luigi Sabatelli. Riscuote un notevole successo grazie al Ritratto di Vincenzo Bellini (oggi al conservatorio di Napoli). Negli anni successivi Arienti diventa una delle figure preminenti del Romanticismo Storico milanese, ricevendo prestigiose commissioni pubbliche e private.

Luigi Conconi (Milano 1852 -1917) Lettrice

Luigi Conconi (Milano 1852 -1917)  Lettrice

Acquaforte e monotipo
Misure lastra mm 184 × 145, foglio mm 370 × 269

Poeta, architetto, pittore e incisore scapigliato, Conconi raggiunge la massima espressione nell’interpretazione della figura femminile e nel genere del ritratto, utilizzato come strumento d’indagine psicologica ed emozionale. Il soggetto è realizzato ad acquaforte monotipata, procedimento incisorio inventato nel 1874 probabilmente dall’amico scultore Giuseppe Grandi, che l’artista declina sapientemente secondo un elegante linguaggio del tutto personale e creativo.

José Casado del Alisal (Villada 1830 – Madrid 1886) Donna in abito tradizionale

José Casado del Alisal (Villada 1830 – Madrid 1886)  Donna in abito tradizionale

Matita e acquerelli
Misure foglio mm 350 × 260

Pittore e acquerellista specializzato in soggetti storici e di genere. Allievo all’Accademia di San Fernando e di Federico de Madrazo, si trasferisce a Roma nel 1860 in seguito alla vincita del Premio Roma. Espone regolarmente a Madrid e diventa direttore dell’Accademia Reale Spagnola a Roma. Si è dedicato anche al ritratto della Famiglia Reale e della nobiltà spagnola e alla pittura religiosa.

Antonio Piccinni (Trani 1864 – Roma 1920) Una scuola a Roma

Antonio Piccinni (Trani 1864 – Roma 1920)  Una scuola a Roma

Acquaforte su fondino
Misure mm 235 × 147

Pittore e fine incisore di ispirazione verista acuto osservatore dei “tipi” che animavano le vie di Roma. Il soggetto deriva da un dipinto dell’autore stesso. L’uso di morsure successive fornisce un effetto di chiaroscuro “a sovrapporre”. Interessante la scelta del volto al centro frontale e ieratico che da forza e vivacità alla composizione. La lastra è datata 1872 ed è firmata in alto a sinistra nell’inciso.

Giulio Aristide Sartorio (Roma 1860 - ivi 1932) Ex libris Giulio Aristide, 1895

Giulio Aristide Sartorio (Roma 1860 - ivi 1932)  Ex libris Giulio Aristide, 1895

acquaforte e fotoincisione
misure mm 141 × 110
Artista colto e raffinato, protagonista consapevole del simbolismo internazionale d’ispirazione letteraria. Affronta l’incisione nel clima sperimentale dell’ultimo decennio del XIX secolo (cliché-verre, fotoincisione e fotografia), grazie alla conoscenza di ciò che avveniva a Parigi, a Torino intorno alla rivista “L’Arte in Italia” e alla stretta amicizia con F. P. Michetti e con il Conte Primoli fotografo d’avangurdia. Realizza due serie di paesaggi, qualche ex-libris e illustrazioni per libri.

Giuseppe de Nittis (Barletta 1846 – Sain Germain en Laye 1884) Etude dans mon jardin

Giuseppe de Nittis (Barletta 1846 – Sain Germain en Laye 1884)  Etude dans mon jardin

acquaforte e puntasecca
misure mm 140 × 220, foglio mm 224 × 288
Pittore e incisore, compie gli studi a Napoli dove frequenta l’Accademia di belle Arti. Successivamente passa diversi e prolungati soggiorni a Parigi, mettendosi in contatto diretto con gli artisti impressionisti. Sarà proprio il lavoro di quest’ultimi a influenzare il pittore che riscuoterà presto un grande successo diventando uno degli artisti italiani di maggior respiro internazionale.

Antonio Piccinni (Trani 1864 – Roma 1920) Pendant l'office à Rome

Antonio Piccinni (Trani 1864 – Roma 1920)  Pendant l'office à Rome

Acquaforte
Misure mm 160 × 240

Pittore e fine incisore di ispirazione verista acuto osservatore dei “tipi” che animavano le vie di Roma. Il soggetto è affronatto dall’autore anche in altre incisioni dove propone studi di singole figure in preghiera o piccoli gruppi. Lastra incisa a Roma nel 1879 come si legge in alto a sinistra nell’inciso. L’esemplare in oggetto presenta tutte le scritte nel margine inferiore “Antonio Piccinni del e sculp.”, titolo, “V.ve A. Cadart Edit. Imp. 56 Bard Haussmann. Paris” e la numerazione in alto a destra “23”. La tiratura è stata eseguita per l’album annuale L’eau-forte en 1880 che raccoglie le migliori incisioni realizzate nell’anno precedente. Si conoscono almeno due esemplari avanti lettera (Firenze, Uffizi; Milano, Bertarelli). Impressione eccellente su carta vergellata con filigrana scudo non chiaramente leggibile, ampi margini.

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