Secolo XVIII
Inviato da teocrespi il dicembre 3, 2011 - 00:47
Bulino
Misure alla battuta mm 494 × 338
Pittore e prolifico incisore allievo di Traballesi, Albertolli e Vanglisti nonché sodale di A. Appiani, è dal 1798 professore di incisione presso l’Accademia di Brera a Milano pare proprio in virtù del successo ottenuto con la presente incisione.
Il soggetto è stato inciso su commissione del pittore Jean Antoine Gros (1771 – 1835) autore del dipinto da cui deriva (oggi conservato presso il Museo del Castello di Versailles). L’incisone ebbe probabilmente all’epoca un valore propagandistico, ed è tutt’oggi giustamente nota.
Inviato da teocrespi il marzo 5, 2011 - 16:10
Disegno a sanguigna
misure mm 170 × 432
Pittore e disegnatore appartiene ad una prolifica famiglia di artisti. Ubaldo si forma presso l’Accademia Clementina di Bologna sotto Ercole Graziani, Felice Torelli ed Ercole Lelli, con il fratello Gaetano nel 1760 soggiorna a Venezia traendone importate impulso. A testimonianza della sua personale felice produzione, per lo più a soggetto religioso, ci restano dipinti, cicli di affreschi, disegni e qualche scultura.
Inviato da teocrespi il marzo 5, 2011 - 16:08
disegno a penna e acquerello
misure imm. mm 158 × 235, foglio mm 237 × 338
Pittore, disegnatore e illustratore, specializzato nelle scene di paesaggio animato, subisce l’influsso stilistico di H. Robert. Ha lavorato a Parigi per la regina Maria Antonietta e viaggiato a lungo in Francia e Svizzera poi con Vivant-Denon e Chatelet nel sud Italia, a Roma e Firenze collaborando ampiamente al Voyage. Repubblicano convinto, finisce ghigliottinato nel 1794.
Inviato da teocrespi il marzo 5, 2011 - 16:04
acquaforte originale con acquerellatura coeva
Misure lastra mm 115 × 70
Pittore, incisore e disegnatore capostipite di una prolifica famiglia attiva fra Pisa e Firenze. Lasinio è stato docente all’Accademia di Firenze, si ricordano in particolare serie di ritratti e le incisioni derivate dagli affreschi del Camposanto di Pisa. I due fogli appartengono alla “Raccolta di quaranta proverbi toscani espressi in figure da Giovanni Piattoli fiorentino”. La serie è il frutto della collaborazione diretta fra incisore e disegnatore.
Inviato da teocrespi il marzo 5, 2011 - 16:01
Acquaforte originale
Misure lastra mm 645 × 865
Protagonista della stagione a cavallo fra neoclassicismo e romanticismo. Sabatelli si forma a Firenze, nel 1789 è a Roma dove resta suggestionato dal lavoro di Jacques Louis David, infine dal 1808 è a Milano titolare della cattedra di pittura presso l’Accademia di Brera. L’eclettica scelta dei soggetti, la costante “idea del sublime” e lo studio dei maestri faranno sì che l’incidere di Sabatelli sia una reazione a un certo accademismo neoclassico che contraddistingue tuttavia la sua produzione pittorica.
Inviato da teocrespi il marzo 5, 2011 - 15:58
Disegno a matita
Misure mm 207 × 270
Pittore, incisore e frescante protagonista della stagione neoclassica con qualche già precoce accenno romantico. Si forma a Firenze presso l’Accademia di Belle Arti, nel 1789 è a Roma dove resta suggestionato dal lavoro di Jacques Louis David. Pittore di corte di Maria Luisa di Borbone regina d’Etruria lavora in molte chiese e palazzi fra cui Palazzo Pitti a Firenze. Dal 1808 è titolare della cattedra di pittura presso l’Accademia di Brera di Milano. Incisore originale e visionario è apprezzatissimo disegnatore dal tratto sicuro e incisivo.
Inviato da teocrespi il febbraio 8, 2011 - 10:55
Acquaforte originale
Misure mm 136 × 173
L’incisone è una delle dieci che compongono la serie nota come i Capricci incisa tra il 1738 e il 1739. I soggetti sono composizioni concretamente irreali nella loro perfezione, solo apparentemente teatrali ma mai casuali e in ogni caso ricche di oggi non più immediati rimandi filosofici, alchemici o massonici. Esemplare appartenente con ogni probabilità all’edizione detta Manfrin (1785) la terza dopo le due all’interno della Raccolta di chiaroscuri dello Zanetti.
Inviato da teocrespi il marzo 10, 2010 - 22:41
Acquaforte
Misure lastra immagine mm 312 × 465; misure lastra testo mm 17 × 462
Pittore e incisore, ricercato e apprezzato in vita al pari di Canaletto. Si è dedicato all’incisione in età avanzata per eguagliare l’opera del collega/rivale che veniva diffusa attraverso le riproduzione a stampa di Lovisa e Visentini. Ha raffigurato con un segno brillante e personale la città di Venezia nei suoi angoli più caratteristici. Le sue incisioni sono particolarmente apprezzate per l’intenso chiaroscuro e per i gustosi episodi macchiettistici che le animano. La lastra appartiene alla serie di vedute nota come “Urbis venetiarum prospectus”, pubblicata dall’autore nel 1742 a Venezia presso la calcografia Wagner (poi ripetutamente edite).
Inviato da teocrespi il marzo 10, 2010 - 22:39
Acquaforte
misure lastra mm 223 × 174, foglio mm 407 × 273
Pittore, frescante, disegnatore ed abile incisore, è considerato uno degli artisti europei più importanti del XVIII secolo. Ha operato in Italia, Germania e Spagna. La sua attività incisoria ha inizio verso la fine degli anni Trenta ed è caratterizzata da una straordinaria vena immaginativa rappresentata con un sapiente uso del chiaroscuro.
Tavola numero 3 di venticinque appartenente alla serie degli “Scherzi”. E’ questo il ciclo di incisioni più enigmatico del Tiepolo, ricco di simboli e figure che apparentemente rimandano alle pratiche alchemiche. In queste tavole la fantasia dell’artista è pienamente supportata da una grande sapienza tecnica.
Inviato da teocrespi il marzo 10, 2010 - 22:37
Acquaforte
misure lastra mm 279 × 87, foglio mm 345 × 167
Si forma sotto gli insegnamenti del padre Gianbattista, diventandone il più fidato aiutante e prendendone lo stile. Nonostante ciò riceve anche importanti incarichi che porta a termine personalmente.
Esordisce in campo acquafortistico trasponendo in incisione la “Via Crucis” da lui eseguita per la chiesa di San Polo a Venezia. Esegue diverse acqueforti riproducendo alcuni dipinti del padre. Il suo capolavoro indiscusso sono le 24 scene (esclusi la dedica, il meraviglioso frontespizio e il titolo) de “La fuga in Egitto” che manifestano l’enorme talento di Giandomenico incisore.
|