Secolo XVI

Cherubino Alberti (Borgo San Sepolcro 1552 - Roma 1615) Impugnature ornamentali per coltelli

Cherubino Alberti  (Borgo San Sepolcro 1552 -  Roma 1615)   Impugnature ornamentali per coltelli

Bulino
Misure alla battuta mm 250 × 116

Pittore ed incisore secondogenito di una famiglia di artisti. Si forma a Roma nella bottega di Cornelis Cort per poi guardare al lavoro di Agostino Carracci degli Zuccari e del Villamena. In incisione riproduce sculture antiche, opere di Raffaello, Michelangelo e artisti contemporanei. Diventato Direttore dell’Accademia di San Luca, è oggi ricordato per affreschi in palazzi e chiese di Roma.
I soggetti derivano da invenzioni di Francesco Salviati (1510-63) di gusto mitologico e grottesco.

Cherubino Alberti (Borgo San Sepolcro 1552 - Roma 1615) Impugnature ornamentali per coltelli

Cherubino Alberti  (Borgo San Sepolcro 1552 -  Roma 1615)   Impugnature ornamentali per coltelli

Bulino
Misure alla battuta mm 250 × 116

Pittore ed incisore secondogenito di una famiglia di artisti. Si forma a Roma nella bottega di Cornelis Cort per poi guardare al lavoro di Agostino Carracci degli Zuccari e del Villamena. In incisione riproduce sculture antiche, opere di Raffaello, Michelangelo e artisti contemporanei. Diventato Direttore dell’Accademia di San Luca, è oggi ricordato per affreschi in palazzi e chiese di Roma.
I soggetti derivano da invenzioni di Francesco Salviati (1510-63) di gusto mitologico e grottesco.

Pieter Brueghel, da (Breda 1525 c – Bruxelles 1569) Veliero a quattro alberi diretto verso un porto

Pieter Brueghel, da (Breda 1525 c – Bruxelles 1569)  Veliero a quattro alberi diretto verso un porto

Bulino originale
Misure lastra mm 280 × 210
Pittore, si forma a Bruxelles nella bottega di Pieter van Aelst; l’interesse per l’incisione nasce dalla conoscenza con l’editore ed incisore olandese Hieronymus Cock (1510 – 1570 circa) che lo avvicinerà alla figura e al mondo fantastico di H. Bosch, influenzandone l’operato.
La tavola è databile agli anni appena precedenti il 1565, tale data appare infatti su una della serie ma sembra sia da riferirsi all’anno di pubblicazione da parte dell’editore Cock.

01 - Hendrick Goltzius (Muhlbracht 1558 – Haarlem 1617) Venere e Marte nella fucina di Vulcano

01 - Hendrick Goltzius (Muhlbracht 1558 – Haarlem 1617) Venere e Marte nella fucina di Vulcano

Bulino originale
misure foglio mm 419 × 307

Il soggetto è di invenzione e si rifà al testo Omerico: Marte e Venere sono raffigurati nel momento in cui vengono sorpresi e imprigionati con la rete da Vulcano. A sinistra un’apertura oltre la quale si vede la fucina di Vulcano e sullo sfondo un paesaggio campestre. Vulcano lavora all’incudine e Apollo al suo fianco rivela l’adulterio della moglie. In alto gli Dei osservano la scena (Nettuno, Mercurio, Giove, Apollo ed Ercole).

02 – Monogrammista FG (Secolo XVI) Penelope al telaio con alcune donne

02 – Monogrammista FG (Secolo XVI) Penelope al telaio con alcune donne

Bulino originale
Misure lastra mm 270 × 442

Nonostante i molti studi la critica non è riuscita ad individuare dati certi né in merito al luogo di nascita né in merito all’attività dell’autore. Il soggetto deriva probabilmente da un’affresco di Francesco Primaticcio per il Castello di Fontainebleau, benché ad oggi non sia stato identificato con certezza. L’attribuzione al Maestro FG è stata suggerita da Herbet e recentemente confermata da M. Biasini che ha rilevato affinità stilistiche con altre incisioni certe dell’autore.

Filippo degli Angeli o Liagno detto Filippo Napoletano (Napoli 1589 – Roma 1629)

Filippo degli Angeli o Liagno detto Filippo Napoletano (Napoli 1589 – Roma 1629)

Soldato con armatura e spada sulla spalla

Acquaforte
Misure mm 121 × 96

Dopo una prima formazione napoletana si reca a Roma assorbendo i dettami degli artisti nordici e di quelli caravaggeschi, poi a Firenze dove è rintracciabile un reciproca influenza con Callot. Di questo soggetto si conosce il disegno preparatorio conservato presso il Louvre (n 9654). Il foglio appartiene alla serie di dodici tavole Capricci et habiti militari.

Giorgio Ghisi Mantovano (Mantova 1515 (?) - 1582) Cerere con due dee e due putti

Giorgio Ghisi Mantovano (Mantova 1515 (?) - 1582) Cerere con due dee e due putti

Bulino
Misure lastra mm 190 × 247

Pittore, disegnatore e incisore si è probabilmente formato alla scola di Giovanni Battista Scultori per poi subire l’influsso di Giulio Romano giunto in città per affrescare Palazzo Tè. Lavora quindi a Roma fino al 1549 quando si trasferisce ad Anversa invitato da Hieronimus Cock, poi a Parigi fino al 1562 dove lavora come editore alternando soggiorni a Roma e Mantova. I fogli appartengono ad una serie di quattro intagli eseguiti nel 58/64. I soggetti derivano dai disegni di Primaticcio per la Galleria di Ulisse nel Palazzo di Fontainebleau o dagli affreschi da essi derivati completati entro il 1547. Gli esemplari in I/II stato sono stampati su carta del Nord Europa, le lastre sono poi giunte a Roma dall’editore Lafrery che appone il suo indirizzo (II/II) pur eseguendo tirature esigue. Esemplare nel raro I/II stato (?). Splendida impressione ben contrastata per lo più rifilata lungo la battuta sempre visibile. Ottimo stato di conservazione eccetto quattro piccoli fori ai quattro angoli. Al verso numero e scritta di antica catalogazione. La lastra si trova presso la Calcografia Nazionale.

Giorgio Ghisi Mantovano (Mantova 1515 (?) - 1582) Venere con due dee e due putti

Giorgio Ghisi Mantovano (Mantova 1515 (?) - 1582) Venere con due dee e due putti

Bulino
Misure lastra mm 191 × 247

Pittore, disegnatore e incisore si è probabilmente formato alla scola di Giovanni Battista Scultori per poi subire l’influsso di Giulio Romano giunto in città per affrescare Palazzo Tè. Lavora quindi a Roma fino al 1549 quando si trasferisce ad Anversa invitato da Hieronimus Cock, poi a Parigi fino al 1562 dove lavora come editore alternando soggiorni a Roma e Mantova. I fogli appartengono ad una serie di quattro intagli eseguiti nel 58/64. I soggetti derivano dai disegni di Primaticcio per la Galleria di Ulisse nel Palazzo di Fontainebleau o dagli affreschi da essi derivati completati entro il 1547. Gli esemplari in I/IV stato sono stampati su carta del Nord Europa, le lastre sono poi giunte a Roma dall’editore Lafrery che appone il suo indirizzo (II/IV) pur eseguendo tirature esigue. Esemplare nel raro I/IV stato, prima dell’indirizzo di Lafrery riconoscibile per la presenza del filetto appena sotto l’ovale a destra. Splendida impressione ben contrastata per lo più rifilata lungo la battuta sempre visibile. Ottimo stato di conservazione eccetto quattro piccoli fori ai quattro angoli. Al verso numero e scritta di antica catalogazione. La lastra si trova presso la Calcografia Nazionale.

1 - Nicoletto Rosex detto Nicoletto da Modena (Modena XVI secolo) Sant'Egidio

1 - Nicoletto Rosex detto Nicoletto da Modena (Modena XVI secolo) Sant'Egidio

Bulino
misure foglio mm 97 × 71

Pittore e incisore attivo fra il 1500 e il 1512 a Modena, Padova e Roma, dove studia i lavori di Lippi e Palumba. Nelle sue prime incisioni si nota l’influenza che i grandi artisti rinascimentali ebbero su di lui, tra i quali Mantegna, Schongauer e Durer.
E’ autore di centoventi bulini di cui oltre la metà firmati. Si tratta di veri è propri gioielli di intaglio, sempre di piccole dimensioni come nella tradizione del niello; rappresentano figure mitologiche, allegoriche o religiose collocate su uno sfondo paesaggistico o fregi di gusto rinascimentale.
L’incisione raffigura Sant’Egidio icome vuole la tradizione in abito benedettino adagiato su un frammento di muro con una freccia conficcata nel petto mentre abbraccia la cerva causa della sua sofferenza; alla sua sinistra altri frammenti architettonici e sullo sfondo un paesaggio ricco di costruzioni con alcune piccolissime figure a cavallo e a piedi. In lontananza le montagne vengono illuminate da un sole che che domina la frazione di cielo. L’opera è inedita. E’ possibile un confronto stilistico con molti degli intagli dell’autore simili per soggetto e dimensione (es. San Rocco: Hind 66, mm 97 × 68). L’opera è firmata in lastra con il caratteristico monogramma in basso a sinistra. L’autografia è stata confermata, attraverso una analisi fotografica, dal dott Mc Donald conservatore del Britisch Museum.

2 - Albrecht Durer (Norimberga 1471 - 1528) Apollo e Diana

2 - Albrecht Durer (Norimberga 1471 - 1528)  Apollo e Diana

Apollo e Diana

Bulino
Misure lastra mm 115 × 70

Secondo Koehler e Thausing il soggetto è debitore ad una composizione opera di Jacopo de Barbari; le fattezze di Diana ricordano Agnes Durer. Gli studiosi sono concordi nel collocare l’esecuzione della lastra tra il 1502 e il 1505 tanto per ragioni stilistiche nell’esecuzione del terreno quanto per l’analogia della composizione con l’incisione “La famiglia del satiro”. Il contrasto fra uomo e donna, accentuato dalle opposte posture dei corpi, é enfatizzato dalla tensione del gesto di Apollo.

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