Bulino
misure foglio mm 97 × 71
Pittore e incisore attivo fra il 1500 e il 1512 a Modena, Padova e Roma, dove studia i lavori di Lippi e Palumba. Nelle sue prime incisioni si nota l’influenza che i grandi artisti rinascimentali ebbero su di lui, tra i quali Mantegna, Schongauer e Durer.
E’ autore di centoventi bulini di cui oltre la metà firmati. Si tratta di veri è propri gioielli di intaglio, sempre di piccole dimensioni come nella tradizione del niello; rappresentano figure mitologiche, allegoriche o religiose collocate su uno sfondo paesaggistico o fregi di gusto rinascimentale.
L’incisione raffigura Sant’Egidio icome vuole la tradizione in abito benedettino adagiato su un frammento di muro con una freccia conficcata nel petto mentre abbraccia la cerva causa della sua sofferenza; alla sua sinistra altri frammenti architettonici e sullo sfondo un paesaggio ricco di costruzioni con alcune piccolissime figure a cavallo e a piedi. In lontananza le montagne vengono illuminate da un sole che che domina la frazione di cielo. L’opera è inedita. E’ possibile un confronto stilistico con molti degli intagli dell’autore simili per soggetto e dimensione (es. San Rocco: Hind 66, mm 97 × 68). L’opera è firmata in lastra con il caratteristico monogramma in basso a sinistra. L’autografia è stata confermata, attraverso una analisi fotografica, dal dott Mc Donald conservatore del Britisch Museum.